venerdì 23 novembre 2012

Roulette


Seduti in una stanza il russo e la sua amica,
con la virtù che avanza per perdere la vita.
Compagna del coraggio dotata di un grilletto
incita il suo matto a compiere il delitto.

La schiavitù dei pazzi, del pazzo e del suo onore
di fronte ad altri occhi per vendere l'orrore.
Le vene della fronte, il sudore freddo scende
l'amica non risponde, per la prima non si offende.

E l'altro turno giunge, secondi guadagnati
ciò può essere un motivo per sentirsi già premiati.
La compagna parallela, ella stessa tace quieta,
la prima corsa è andata, continua la discesa.

Stringendo nella mano la compagna di avventura
la presa già più stretta, più folle e più sicura.
Si addentra nei meandri della mente sua malata
e senza render nota alcuna, la mano è già bella che andata.

Silenzio impreturbabile, silenzio maledetto
le mura a lui intorno son sempre color gesso.
Corda di violino dalla faccia imbalsamata
senza pensar di più dell'altro questo compie la bravata.

Ma le mura ormai annoiate non cambiano colore
altri secondi arrivano a prolungare la tensione.
Avviata ormai la corsa della mente tormentata
il russo no, non esita a consumare la giornata

Un ghigno ben sicuro, la canna sulla tempia
essia per la terza volta, rinizia la tormenta.
L'amica cara avverte, c'è puzza lì nell'aria
ella stessa gli sussurra della situazione sua precaria

Paura a fior di pelle, parte un gran fragore
il compagno dinanzi a lui, grida di terrore.
Il terrore lento scende nel cuore del ragazzo
che premendo il suo grilletto sentì solo uno scatto.

Allor l'uomo a lui davanti si riprese al sol vedere
e con lenti movimenti ritornò a sedere.
Non più tanto sicuro, della sua motivazione
ormai tirato in causa, solleva la questione.

si deve fare proprio, una simile follia?
ci sono altri modi, per scovare l'allegria!
l'altro ormai convinto della sua immortalità
urla parole e frasi prive di qualsiasi umanità.

Convinto ma non troppo, ballando per un gioco
la vita del secondo , ormai come di un topo
rassegnato al suo destino si appresta ad impegnarsi
a tinger di rubino,il suo compagno d'armi.

un tonfo sordo e freddo entra in un secondo
nell'aria ferma e cupa che abbraccia il moribondo.
Il russo esterrefatto, contento dell'evento
pulisce via il sangue, dal naso e dal suo mento.

E' questa la vittoria, ancora sofferenza
e che sia lui il perdente, a scontar la penitenza?

Mariano D'Amico 2009




domenica 30 settembre 2012

Siamo un universo


Ognuno di noi è un universo.
Un universo di emozioni, di idee, di azioni, di ricordi, di desideri, di scelte, un universo di vita.

L'universo è vasto, potenzialmente infinito, è impossibile pretendere che ci sia l'equilibrio perfetto all'interno di esso, eppure, incontrandosi con un altro, altrettanto squilibrato ed imperfetto, si può raggiungere quanto di più vicino alla perfezione, per un certo lasso di tempo..per un certo lasso di tempo perché evolvendosi e raggiungendo nuove mete, modificandosi nella forma e nella sostanza, l'universo va alla ricerca di qualcosa di più,o di meno, eppure, qualcosa di quell'altro immenso sistema rimarrà sempre e per sempre anche dopo che se ne sarà andato.

Tutto sta nel capire se le stelle, i pianeti e le galassie riescono a sentirsi ancora vivi ed infiniti anche dopo essersi privati di quel miracolo passeggero o se vanno avanti per inerzia, chissà per quanto ancora, chissà per quale scopo.

E' tutto qui, pretendere il perfetto ci porta a morire lentamente nell'attesa di un qualcosa di irrealizzabile, accettare l'imperfetto ci fa vedere al di la di tutto, facendoci accorgere della vera bellezza delle cose e di quanto esse, seppure piene di difetti, possono farci sentire vivi ed immensi, accettandoci per quello che siamo, infiniti.

Mariano D'Amico 2012


venerdì 24 agosto 2012

Bile

Marcio il cuore del profeta cercatore di virtù,
freddo l'animo che inquieta e sprofonda sempre più.

Poni un velo sui pensieri che divorano il tuo cuor,
hai ormai perso i tuoi sentieri per ritrovar l'ardito amor.

Senti un groppo nella gola per la bile che va su,
la tua anima si immola per cose in cui non credi più.

Mariano D'Amico 2012

martedì 21 agosto 2012

La nostra intoccabile identità

Noi nasciamo nudi.
Ed è quando usciamo per la prima volta nel mondo che sentiamo il bisogno di vestirci.

Tornando poi a casa ci guarderemo allo specchio, soli con noi stessi e ci renderemo conto dei vestiti che senza saperlo ci hanno messo addosso, condannandoci a non essere più puri, più noi stessi.

Eppure per qualche tempo ci sentiremo a nostro agio, ci sentiremo persone complete, fino al prossimo cambio necessario o no, parzialmente deciso da noi.

Sarà perchè siamo esseri sociali, sarà che senza giudizi e categorie, senza aggettivi non ci sentiremmo un'identità addosso.

..Tutto molto credibile fino a quando non realizziamo che la stessa parola "identità" è stata coniata da noi.

Mariano D'Amico 2012



lunedì 20 agosto 2012

La debolezza dei coerenti


Io credo che la coerenza non sia un vero e proprio punto di forza..mi spiego:
Coerente è chi mantiene la propria idea e magari dedica la propria vita seguendo i valori che questa impone.


Si commette l'errore però, si voglia per orgoglio, si voglia per reali necessità esistenziali, di negare magari di essersi sbagliati su più punti che compromettono la veridicità dell'idea e dei valori che essa richiama.

Questo chiaramente è un paradosso perchè essenzialmente la vera coerenza non può esistere.
Tutto è relativo e le cose cambiano di continuo, quindi in questo mondo, popolato da variabili a troppi zeri, dettate anche e soprattutto, per quanto ci riguarda, da noi esseri umani, chi vuole essere "coerente"si ritrova ad essere il primo degli incoerenti, perchè insegue qualcosa che nella realtà non potrà mai esistere.

Chi riesce ad accettare le novità, pensando, riflettendo e riformulando le proprie idee e teorie, probabilmente è il primo ad aver capito come capirci qualcosa in questo mondo imperfetto.


Mariano D'Amico 2012


venerdì 17 agosto 2012

venerdì 3 agosto 2012

Occhi piccanti, occhi pesanti, del buio avidi perchè troppo stanchi.

 Sonno accarezzi le mie palpebre stanche..
Mi oppongo, non voglio, ma l'estasi è pura, il tempo mi sfugge, la mente lavora.

Una vita confusa mi offre ristoro ed io me lo nego senza ragione,
cercando nel limbo la mia vocazione.

Mariano D'Amico 2012

giovedì 2 agosto 2012

mercoledì 25 luglio 2012

Viaggio in treno..


Negli anni si piantano semi che diverranno le tue radici e, ripassando per quei posti che pensavi non avresti mai abbandonato, ti lasci inebriare dal profumo del passato, a volte dolce.. a volte amaro.

Guardando il panorama che sfugge da una vetrata del treno noti il cielo che diventa più scuro,le nuvole che si ritrovano, le ombre che inglobano il mondo rendendolo più misterioso ed in certi casi anche cupo.

A farti da sottofondo possono essere le note stonate di due studentesse improvvisate cantanti che, tornando a casa, provano ad immaginare il loro futuro dopo i libri, dopo i sacrifici, provano ad immaginare che vuol dire vivere.


La Natura è sempre presente per quanto l'uomo cerchi di rivendicare la terra come sua ed anche un gatto nero sembra sorpreso dell'esistenza di questo grande serpente metallico che corre ed urla come un matto e sta li, seduto, a fissare con curiosità persone che non rivedrà più, tante piccole schegge di vita che fuggono ignare dei particolari che può aver colto il piccolo animale su di loro, tanti soffi di un vento che non tirerà mai più.

Mariano D'Amico 2010


Sei la poesia perfetta.

Nell'aria c'è il tuo profumo,
nei miei pensieri il tuo amore,
nei miei occhi il tuo sorriso,
nelle mie orecchie la tua voce e nel mio cuore..
Ci sei solo e semplicemente Tu:
maestosamente dolce..fonte della mia felicità,
della mia luce, dei miei colori sempre più vivi.. vivi come Te,
come la tua essenza dal cuore puro e tenero..amabilmente malizioso e incredibilmente candido.
Tu, tu sei la poesia perfetta per un poeta che deve ancora crescere, sei un dono magnifico che deve essere meritato e non accantonato..
Voglio meritarti con tutto me stesso.
Il mio Amore ha occhi solo per te..Cuore mio.

Mariano D'Amico 2011